Campagna di indagini diagnostiche sulla tavola ``Martirio di San Pietro Martire``
«Una machina grandissima quasi a guisa d’arco trionfale, con due tavole grandi, una dinanzi et una di dietro, et in pezzi minori circa trenta storie piene di molte figure che tutte sono a bonissimo termine condotte.»
Giorgio Vasari descrive così, nelle sue Vite, il magnifico altare che progettò per la chiesa di Santa Croce a Bosco Marengo su commissione di papa Pio V. L’imponente struttura — una vera e propria “machina” scenografica — era destinata all’altare maggiore e accoglieva numerose tavole dipinte. Oggi l’architettura originaria non esiste più: venne smontata nel 1710 e sostituita dall’altare in marmo attuale. Dei suoi fasti restano però i dipinti, oggi conservati nel museo annesso alla chiesa.
Realizzate a Firenze tra il 1567 e il 1569, le opere compirono un lungo viaggio: da Firenze furono inviate a Pisa, imbarcate per Genova e infine trasportate a Bosco Marengo, dove nel frattempo il maestro fiorentino Giovanni Gargioli stava realizzando la monumentale struttura lignea seguendo i disegni di Vasari.
La grande tavola del Giudizio Universale porta la firma dello stesso Vasari, mentre le altre sono attribuite agli artisti della sua bottega, tra cui Francesco Morandini detto il Poppi, Jacopo Zucchi e Giovanni Battista Naldini. Anche la grande pala con il Martirio di San Pietro Martire apparteneva alla stessa architettura e, con buona probabilità, era collocata sul retro del Giudizio Universale.
Nel 2009 abbiamo partecipato a una campagna di indagini dedicata proprio a due di queste opere: L’Adorazione dei Magi — restaurata nel 2011 — e il Martirio di San Pietro Martire. Queste ricerche hanno permesso di approfondire la tecnica esecutiva e la storia conservativa delle tavole, dando origine anche alla pubblicazione “Vasari a Bosco Marengo. Studi per il Restauro delle Tavole Vasariane in Santa Croce”.


