Le indagini vengono selezionate distinguendo tra metodologie non invasive, che non prevedono alcun contatto diretto o prelievo dalla superficie, e analisi micro-invasive o invasive, che comportano il prelievo controllato di piccoli campioni di materiale.
Tra le indagini non invasive rientrano:
- indagini fotografiche specialistiche in luce visibile, radente, ultravioletta (UV) e infrarossa (IR);
- fluorescenza ultravioletta (UV) per l’individuazione di vernici, ritocchi e materiali sovrammessi;
- riflettografia all’infrarosso (IR) per lo studio del disegno preparatorio e delle fasi esecutive;
- analisi XRF (fluorescenza a raggi X) per l’identificazione elementare dei pigmenti e dei materiali costitutivi;
- indagini radiografiche (RX) per la lettura delle strutture interne, dei supporti e delle tecniche costruttive;
- indagine termografica tecnica non invasiva che consente di individuare distacchi, vuoti, fessurazioni, umidità e discontinuità materiche attraverso la lettura delle variazioni termiche superficiali, senza contatto diretto con l’opera;
- monitoraggi dello stato di conservazione e delle condizioni ambientali.
Le analisi micro-invasive e invasive, effettuate solo quando strettamente necessarie, comprendono:
- analisi stratigrafiche per l’individuazione dei diversi livelli decorativi;
- sezioni stratigrafiche sottili per lo studio degli strati preparatori, pittorici, delle patine e delle vernici;
- analisi dei materiali costitutivi (leganti, pigmenti, malte, supporti);
- indagini fisico-chimiche e mineralogiche;
- prove di solubilità e test preliminari sui materiali.
Questo approccio integrato consente di acquisire una conoscenza approfondita dell’opera, nel pieno rispetto della sua integrità materiale, e di impostare interventi di restauro consapevoli, mirati e compatibili, in linea con i principi della conservazione preventiva e programmata