PALAZZO DELLA FACOLTÀ DI SCIENZE
Il Palazzo della Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi di Milano è stato realizzato tra il 1927 e il 1928 su progetto dell’architetto Pier Giulio Magistretti, con disegni esecutivi di Vittorio Verganti, in un momento di profonda trasformazione urbana e culturale della città. L’edificio si inserisce nel contesto dell’espansione universitaria milanese del primo Novecento e riflette il gusto architettonico dell’epoca, caratterizzato da un equilibrio tra monumentalità, decorazione e funzionalità.
Le facciate sono arricchite da un articolato apparato ornamentale in litocemento e da decorazioni a graffito, soluzioni ampiamente diffuse nell’architettura tardo eclettica e Liberty, che consentivano una grande libertà compositiva e una raffinata resa decorativa. I motivi geometrici e vegetali, come le palmette, contribuiscono a definire l’identità dell’edificio, conferendogli un carattere rappresentativo e riconoscibile nel panorama architettonico universitario milanese.
Al momento dell’intervento, le superfici esterne presentavano un diffuso stato di degrado, dovuto all’esposizione agli agenti atmosferici, all’inquinamento urbano e al naturale invecchiamento dei materiali. Si riscontravano perdite dell’intonachino decorativo, croste nere, fessurazioni e distacchi degli intonaci, che compromettevano la leggibilità delle decorazioni e la corretta conservazione dell’apparato ornamentale.
Il restauro ha previsto una fase iniziale di pulitura degli elementi in litocemento, finalizzata alla rimozione dei depositi superficiali e delle croste nere, con il recupero delle forme e delle finiture originarie. Le parti mancanti o fortemente degradate sono state ricostruite attraverso il consolidamento strutturale e la modellazione con malte compatibili, supportate dall’inserimento di perni e staffe metalliche.
Per garantire una reintegrazione coerente delle decorazioni, sono stati realizzati calchi e stampi degli elementi originali, utilizzati per ricostruire le parti mancanti e restituire continuità all’apparato decorativo. Il restauro dei graffiti è stato eseguito mediante tecniche tradizionali, sia con l’uso di stencil applicati su malta fresca, sia tramite spolvero, seguiti da integrazioni cromatiche e velature calibrate.
L’intervento ha restituito unità formale, leggibilità e valore storico-artistico alle facciate, contribuendo alla tutela e alla valorizzazione di un importante esempio di architettura universitaria del primo Novecento milanese.


