Restauro dell'opera ``Pelle umana``
Figura centrale della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo, Franco Angeli ha sviluppato, a partire dagli anni Sessanta, una ricerca pittorica profondamente legata ai temi della memoria, del potere e della fragilità dell’esperienza umana. Attraverso l’uso di materiali eterogenei, superfici stratificate e cromie spesso soffocate da velature e abrasioni, l’artista costruisce immagini dense, in cui la materia stessa diventa veicolo di significato.
Pelle umana rappresenta in modo emblematico questa poetica: la superficie pittorica assume un valore quasi epidermico, segnata, vulnerabile, attraversata da tensioni fisiche e simboliche. La materia, volutamente instabile, è parte integrante del linguaggio dell’opera e ne determina tanto la forza espressiva quanto la delicatezza conservativa.
Il dipinto presentava un quadro conservativo complesso, caratterizzato da diffuse cadute e sollevamenti della pellicola pittorica, deformazioni del supporto tessile e un grave degrado del telaio ligneo, compromesso da un attacco di insetti xilofagi; uno dei montanti verticali risultava inoltre mancante (e pertanto è stato ricostruito al fine di ripristinare la continuità strutturale del telaio). Tali problematiche avevano provocato una perdita di tensione della tela, con conseguenti lacerazioni e instabilità strutturali. Era inoltre presente un precedente intervento non idoneo, costituito dall’applicazione di una tela di rinforzo sul retro, che contribuiva ad alterare il comportamento meccanico dell’opera.
L’intervento di restauro ha avuto come obiettivo prioritario la messa in sicurezza strutturale e materica del dipinto, nel pieno rispetto delle sue caratteristiche espressive. Le operazioni hanno compreso il preconsolidamento della superficie pittorica, la rimozione controllata del rinforzo preesistente, il trattamento delle deformazioni e delle lacerazioni del supporto e la successiva foderatura integrale, indispensabile per garantire la stabilità a lungo termine dell’opera. Le reintegrazioni pittoriche, limitate alle sole zone di perdita, sono state eseguite con criteri di riconoscibilità e reversibilità, restituendo continuità visiva senza alterare la complessità materica voluta dall’artista. L’intervento e le relative scelte operative sono stati condotti in collaborazione con l’Archivio Angeli.


