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APPARTAMENTO BARBO

Palazzo Venezia-Roma

Appartamento Barbo, Palazzo Venezia-Roma
Restauro degli apparati decorativi

La tavola raffigurante la Madonna con Bambino, conservata per lungo tempo nel refettorio del monastero, presentava uno stato di conservazione discreto, pur mostrando diverse criticità dovute all’età e alle condizioni di esposizione. La superficie pittorica risultava alterata da vecchie vernici ingiallite, da sollevamenti della pellicola pittorica e da cadute di colore che lasciavano intravedere la tela di preparazione. Erano inoltre presenti fori sia dovuti a passati attacchi xilofagi sia a antichi accessori applicati sull’immagine.

Durante le prime fasi di indagine, il restauro ha portato alla scoperta inattesa di un secondo livello pittorico più antico, nascosto sotto la stesura visibile. Questo strato precedente — rivelato da cadute di colore e poi confermato da saggi di pulitura e indagini radiografiche — ha mostrato una qualità artistica superiore e un ricco impiego di foglia d’argento, soprattutto nella corona e nello sfondo.

Alla luce di questa scoperta, e in accordo con la proprietà, si è scelto di recuperare e riportare alla luce l’immagine più antica, documentando prima quella sovrastante. L’intervento ha previsto la rimozione controllata dello strato più recente, seguita da una pulitura accurata, preconsolidamento e consolidamento della pellicola pittorica originale. Le lacune sono state stuccate e reintegrate cromaticamente con tecniche reversibili, prima dell’applicazione della vernice protettiva finale.

Il restauro, svolto tra marzo e dicembre 2016, ha permesso di restituire all’opera la sua leggibilità originaria e di valorizzare un’immagine di grande interesse storico e devozionale, rimasta a lungo nascosta.

L’immagine riportata alla luce a seguito dell’intervento di restauro raffigura una Madonna con Bambino secondo un linguaggio iconografico di tradizione bizantina, riconoscibile nella frontalità delle figure, nella fissità degli sguardi e nell’impostazione solenne della composizione. Il Bambino, raffigurato in posizione benedicente e con il rotolo, e la Vergine, rappresentata con proporzioni gerarchiche e tratti stilizzati, rimandano a modelli ampiamente diffusi nella pittura devozionale medievale.
L’uso della foglia d’argento nello sfondo e negli elementi ornamentali, insieme alle caratteristiche tecniche e formali della stesura pittorica emersa durante il restauro, suggerisce una collocazione cronologica prudente tra la fine del XIII e il XIV secolo, in un ambito culturale segnato da influenze italo-bizantine. Il recupero di questo livello più antico ha restituito un’immagine di grande intensità spirituale, rimasta a lungo celata, oggi nuovamente leggibile nella sua autenticità storica e devozionale.