Nel cantiere del Terra Sancta Museum il tema delle malte è stato affrontato secondo un principio fondamentale del restauro: intervenire a partire dallo studio dell’originale. Il team di restauratori, impegnato nel recupero degli ambienti destinati alla futura sezione archeologica, ha analizzato attentamente le composizioni storiche per progettare miscele compatibili con le murature esistenti.
Le indagini hanno evidenziato la presenza di componenti tradizionali — tra cui laterizi frantumati e carbone — che testimoniano tecniche costruttive locali e una precisa funzionalità delle malte antiche. Questi dati hanno guidato la formulazione di nuove malte calibrate non solo sulle prestazioni meccaniche, ma anche sul comportamento fisico e igrometrico delle strutture.
L’obiettivo principale è stato garantire compatibilità materica e reversibilità, evitando soluzioni standardizzate e privilegiando invece un approccio “su misura”, coerente con la tradizione costruttiva del complesso. In questo modo il restauro diventa anche occasione di conoscenza delle tecniche storiche, secondo una prassi che mette al centro lo studio diretto del manufatto.
Il caso del Terra Sancta Museum dimostra come la progettazione delle malte rappresenti un passaggio cruciale nel restauro delle murature storiche, richiedendo un equilibrio tra ricerca scientifica, conoscenza dei materiali tradizionali e rispetto dell’autenticità costruttiva.